Spesso si rivolgono a noi dei clienti che devono recuperare una somma (creditori) o a cui viene richiesto
il suo pagamento (debitori). Vediamo quindi quali sono gli step necessari a livello giuridico per arrivare
alla soddisfazione del proprio credito.
Qualora le trattative per provare a recuperare quanto dovuto non avessero esito positivo, la legge ha
predisposto un particolare procedimento per ottenere quanto dovuto.
È dunque possibile rivolgersi a un legale affinché predisponga un ricorso per decreto ingiuntivo
affinché l’organo giuridico competente emetta un decreto ingiuntivo: il titolo nel quale verrà cristallizzato
il credito.
Partendo con ordine, bisogna innanzitutto precisare che l’oggetto del ricorso può essere la richiesta di una somma di denaro certa (esistente), liquida (determinata nel suo ammontare) ed esigibile
(richiedibile al debitore), che è il caso più frequente;
– una determinata quantità di cose fungibili;
– la consegna di una cosa mobile determinata.
L’atto, oltre all’indicazione dell’oggetto, dovrà inoltre contenere le prove a sostegno di quanto richiesto,
quali ad esempio le fatture emesse o una conversazione nella quale l’altra parte riconosce il proprio
debito.
Una volta depositato il ricorso, il Giudice emetterà il decreto ingiuntivo nel quale ingiungerà al
debitore di adempiere alla propria prestazione e avvisandolo della possibilità di opporsi entro il
termine di 40 giorni dalla notifica del titolo.
Il decreto ingiuntivo è valido per dieci anni da quando viene emesso e consente quindi al creditore di potersi attivare entro tale lasso di tempo.
Se l’inquilino a cui hai affittato il tuo immobile ha smesso di pagarti è possibile avviare la
procedura di sfratto per liberare il bene.
L’avvocato predisporrà per te un atto di intimazione di sfratto nel quale potrai altresì richiedere
l’emissione di un decreto ingiuntivo per recuperare i canoni e le spese scadute (vedi il nostro
articolo al riguardo!).
In particolare l’atto deve contenere gli elementi del contratto di locazione e della registrazione
presso l’Agenzia delle Entrate, oltre all’udienza di convalida dello sfratto.
Una volta notificato l’atto al conduttore, l’avvocato predisporrà l’iscrizione a ruolo della causa,
incardinando così il procedimento presso il Tribunale competente.
Giunti al giorno dell’udienza, il Giudice, una volta verificata la regolarità della notifica ed
eventualmente la contumacia della controparte, convalida lo sfratto e contestualmente concede
il decreto ingiuntivo.
Una volta ottenuti la convalida di sfratto e il decreto ingiuntivo si provvederà alla redazione e alla
notifica dell’atto di precetto relativi a entrambi i titoli unitamente alla monitoria di sgombero, al fine di ottenere l’accesso all’interno dell’immobile e la sua materiale liberazione.