Il recupero del credito Fase 1: il ricorso per decreto ingiuntivo
Spesso si rivolgono a noi dei clienti che devono recuperare una somma (creditori) o a cui viene richiesto
il suo pagamento (debitori). Vediamo quindi quali sono gli step necessari a livello giuridico per arrivare
alla soddisfazione del proprio credito.
Qualora le trattative per provare a recuperare quanto dovuto non avessero esito positivo, la legge ha
predisposto un particolare procedimento per ottenere quanto dovuto.
È dunque possibile rivolgersi a un legale affinché predisponga un ricorso per decreto ingiuntivo
affinché l’organo giuridico competente emetta un decreto ingiuntivo: il titolo nel quale verrà cristallizzato
il credito.
Partendo con ordine, bisogna innanzitutto precisare che l’oggetto del ricorso può essere la richiesta di una somma di denaro certa (esistente), liquida (determinata nel suo ammontare) ed esigibile
(richiedibile al debitore), che è il caso più frequente;
– una determinata quantità di cose fungibili;
– la consegna di una cosa mobile determinata.
L’atto, oltre all’indicazione dell’oggetto, dovrà inoltre contenere le prove a sostegno di quanto richiesto,
quali ad esempio le fatture emesse o una conversazione nella quale l’altra parte riconosce il proprio
debito.
Una volta depositato il ricorso, il Giudice emetterà il decreto ingiuntivo nel quale ingiungerà al
debitore di adempiere alla propria prestazione e avvisandolo della possibilità di opporsi entro il
termine di 40 giorni dalla notifica del titolo.
Il decreto ingiuntivo è valido per dieci anni da quando viene emesso e consente quindi al creditore di potersi attivare entro tale lasso di tempo.
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